Ascolta, ascolta, ascolta…ti racconto un segreto! Io mi chiamo Lilly, e vivo in un piccolo villaggio chiamato Selvariva, nascosto tra le montagne di Bummas, un mondo veramente piccolino. Vorrei raccontarti dell’esistenza di un amuleto parlante, che…sta perdendo i suoi poteri. Vedi, si narra che, quando molte persone si incuriosiscono e vogliono scoprire il cuore pulsante delle leggende, l’amuleto parlate appaia regolarmente, raccontando storie di mondi lontani. Ad ogni modo, nessuno lo vede da cento anni! Io voglio andare a cercarlo, e convincerlo a tornare. Credo che quello di cui hanno veramente bisogno le persone sia proprio sentire le leggende che, nel profondo, sanno di voler scoprire…anche se non lo ammettono. Allora…partiamo? Tre, due, uno…viaaa!
ALLA RICERCA DELL’AMULETO PARLANTE!
Sai, sono veramente emozionata! Tuttavia, mi devo dare una mossa, perché l’amuleto vive nelle profondità della foresta, in un posto sconosciuto…e diventa visibile solo con le prime luci dell’alba. Dopo pochi minuti, scompare di nuovo. Adesso è appena calato il Sole. Voglio essere sicura di riuscire a trovarlo, e il viaggio durerà tutta la notte. Mi porto dietro tutte le provviste che ci stanno nel mio zaino, avrò bisogno di energia. Sarò molto stanca alla fine di quest’avventura, ma almeno riuscirò a vedere la foresta di notte! Ovviamente, la maggior parte delle volte dormo, ma questa volta mi sono preparata: ho dormito fino a tardi per essere sicura di riuscire a reggere il viaggio. Vedrò uno degli spettacoli più belli della mia vita!
Che meraviglia! Appena entro nella foresta mi ritrovo immersa in un mondo a parte! Non mi sembra neanche vero! Tuttavia, non sono qui per contemplare le lucciole che, ogni tanto, mi sfiorano facendomi il solletico al nasino. A dire il vero, sono un po’ spaesata, non so da dove iniziare. Insomma, la foresta è grande, come farò a trovare l’amuleto? Passo le prime ore a guardarmi in giro come se fossi una bambina che vede una rosa sbocciare per la prima volta. Ogni foglia che mi si incastra tra i capelli mi fa sorridere, ogni profumo che incontro mi incuriosisce. Poi, ad un certo punto, nel mio cuore cominciano a nascere tantissime domande: come è nato questo mondo? Com’è nato l’amuleto stesso? La mia curiosità cresce ad ogni piccolo passo.
LA SCOPERTA DELLE SCOPERTE
Più aumenta il mio amore per la curiosità, più il vento comincia, stranamente, a soffiare in un’unica direzione. Le mie gambe iniziano a muoversi senza il mio permesso. Ecco che ora capisco: non devo di certo ragionare con la testa per trovare l’amuleto delle prime leggende. Ho bisogno di fidarmi del mio istinto, e del profumo del vento. Subito dopo aver capito questa cosa, inaspettatamente, inizio a volare! Ecco che il mio amore e la mia fiducia mi stanno ricompensando! E dentro di me lo so…sto andando verso l’amuleto! Atterro di fronte alla cavità di un albero gigantesco, nella quale entro…e trovo uno scrigno che sembra davvero antico. Le mie mani stanno tremando, sono emozionata, ma sono desiderosa di capire…quindi, apro lo scrigno!
Finalmente, l’amuleto è di fronte a me. È vivo, rilascia ancora energia…ma è debole. Al centro della sua pietra, compare una scritta: “Aiutami“. Lo prendo e inizio a correre come se non ci fosse un domani: non manca molto al momento della sua scomparsa. Se non riesco a portarlo al villaggio prima che scompaia nessuno riuscirà a vederlo. In un momento di sconforto, mi getto a terra, in ginocchio. In questo momento, sono consapevole che non ce la farò mai in tempo. Poi, vedendo la mia tristezza, l’amuleto parla, e mi dice: “Se mi fai la domanda chiave attiverò il teletrasporto ed andremo al villaggio insieme“. “Mi racconti una leggenda?“, gli chiedo con la voce di una bambina che vuole un altro pezzo di torta. Tutto ad un tratto, scompariamo e ricompariamo nel mio villaggio. Tutti sono increduli!
LA LEGGENDA DEL CERVO DI CRISTALLO
Ma l’amuleto è pronto a realizzare il mio desiderio, dunque comincia a raccontare: “Molto tempo prima che esistessero le case di pietra, i tetti rossi e le lanterne di lucciole, il luogo dove oggi sorge Selvariva era solo una distesa di nebbia argentata. Non c’erano sentieri, né alberi, né fiumi. Solo silenzio. In quel silenzio viveva un essere antico: il Cervo di Cristallo. Era immenso e gentile, con corna trasparenti che riflettevano le stelle, anche quando il cielo non esisteva ancora. Dentro il suo petto brillava un cuore di luce azzurra, la stessa luce da cui nascono i sogni. Il cervo vagava nella nebbia, e ad ogni passo sentiva crescere in sé un desiderio: <<Vorrei un mondo da custodire>>.
Una notte (o quella che sarebbe poi diventata una notte) il suo cuore brillò più forte. Il cervo alzò le corna verso il vuoto e le scosse piano. Dalle punte di cristallo caddero scintille. Dove le scintille toccavano la nebbia, qualcosa cambiava. Una scintilla divenne una collina morbida. Un’altra si trasformò in una valle verde. Una, cadendo più veloce, scavò il primo ruscello, che iniziò subito a mormorare canzoni. Il cervo sorrise. Camminò ancora, e dove posava gli zoccoli nascevano prati. Quando soffiava dal naso, il vento prendeva forma. Quando scuoteva il manto, cadevano semi luminosi che diventavano alberi. Ma il mondo era ancora incompleto. Era bello… ma vuoto.
UN ATTO DI AMORE RACCONTATO DALL’AMULETO
Così il Cervo di Cristallo fece qualcosa che nessun essere antico aveva mai fatto: spezzò una piccola punta delle sue corna. La posò al centro della valle più verde. Dal cristallo nacque la Grande Quercia, la madre di tutti gli alberi, con radici profonde e foglie che sussurravano saggezza. Poi donò una lacrima del suo cuore di luce. La lacrima cadde tra le radici della quercia e si trasformò in una sorgente brillante: il primo specchio d’acqua, capace di riflettere non solo i volti, ma anche i ricordi. Infine, il cervo fece l’ultimo dono. Inspirò tutta la luce rimasta nel suo petto… ed espirò lentamente. Da quel respiro nacquero le creature delle Prime Leggende: gufi sapienti, draghi gentili, volpi cantastorie e cervi più piccoli, fatti di rugiada e luna.
Il mondo era completo. Stanco ma felice, il Cervo di Cristallo salì sulla collina più alta. Lì conficcò le sue corna nel cielo appena nato. Le corna si aprirono come rami… e divennero la prima costellazione, per vegliare su Selvariva dall’alto. Si dice che, nelle notti più limpide, quella costellazione brilli ancora. E che, se ascolti il vento tra gli alberi, puoi sentire un passo leggero, antico e gentile…il passo di chi creò il mondo non con la forza, ma con la luce del cuore“.
Ci siamo messi tutti a piangere dalla gioia, e l’amuleto è tornato a trovarci tutti i giorni da quel momento!
Ti voglio bene!
BUONANOTTE!
Psst! Ho sentito la storia della festa delle foglie magiche…la scopriamo insieme?
Vuoi tenere in mano la magia? Dai un’occhiata al libro di “Ti racconto un segreto!”

Bellissima!
Grazie mille!